Complesso forestale regionale di Rincine


Il complesso forestale regionale di Rincine si trova in provincia di Firenze ed ha un'estensione complessiva di circa 1.448 ha ricadenti nei comuni di Londa (1341 ha), S. Godenzo (67 ha), Dicomano (41 ha).
L'area ricade nell'Appennino tosco-romagnolo, poco ad ovest del M. Falterona. Il complesso si presenta ben accorpato e generalmente con limiti ben definiti. Si tratta di una vasta area posta a cavallo tra il Casentino e la Val di Sieve, con esposizione in prevalenza meridionale. L'altitudine dei terreni varia dai 400 m circa ad oltre 1.400 m.

L'intera superficie si sviluppa sui versanti del complesso appenninico tosco-romagnolo collocato tra il Monte Campaccio (1.013 m) e il Monte Massicaia (1.365 m), ad ovest del Monte Falterona. Circa 420 ettari ricadono all'interno del territorio del Parco Nazionale "Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna" e in parte nel S.I.C. "Foreste alto bacino dell'Arno" (IT5180002)" - S.I.R. n. 70. Rincine è attualmente il centro operativo del Servizio Attività Forestali dell'Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, ed è anche la sede di numerose sperimentazioni.

 

Rincine

Mappa del complesso Forestale di Rincine

 

L’intero Complesso Forestale è gestito sulla base del vigente Piano di Gestione il quale è stato approvato con Delibera della Giunta Regionale Toscana n. 724 del 18/07/2005 e che ha validità 2005- 2019.

 

L'utilizzazione dei suoli del complesso forestale è cosi distribuita:

Rincine

 

Nella seguente tabella si riporta la suddivisione delle superfici:

 

Tipologia vegetale di Formazione

Estensione (in ettari)

Aree prevalentemente occupate da colture agrarie con Presenza di Spazi naturali
14,61
Brughiere e cespuglieti
26,30
Aree di Vegetazione boschiva e arbustiva in Evoluzione
54,06
Castagneti
94,52
Faggete
361,86
Cerrete
288,57
Impianti di specie di Minore Diffusione 
185,53
Impianti di douglasia 
106,45
Arbusteti di post-coltura
38,79
Pinete di rimboschimento di Pino nero
154,72
Querceti di Roverella 
56,13
Ostrieti
53,76
Abetine
1,37
Robinieti
1,14
Pinete e Pino Marittimo
4,07
Alneti di Ontano bianco e Ontano nero
3,89
Cipressete
1,00
Totale
1.448,00

 

Sulle suddette superfici sono state definite le destinazione d'uso prevalenti:

  • Protettiva con prescrizioni circa il 10,5% della superficie
  • Produttiva attiva circa il 63,2% della superficie
  • Naturalistica attiva circa il 26,0% della superficie
  • Turistico ricreativa circa il 0,2% della superficie

Il tasso di utilizzazione del complesso forestale di Rincine, definito come il rapporto percentuale tra la ripresa annua (massa legnosa asportata) e la provvigione legnosa totale, risulta pari all'1,9%.

 

Il complesso forestale è gestito secondo il sistema di politica di Gestione Forestale Sostenibile ed è applicato alle superfici classificate come “bosco" e "area assimilata a bosco". L'Ente Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve si impegna ad implementare e superare le soglie minime presenti negli schemi di certificazione PEFC e FSC.

 

Nell'area del complesso demaniale è anche in corso un progetto per il miglioramento delle aree a pascolo.

Lo stato delle aree potenzialmente migliorabili a scopo pastorale presenti all'interno del comprensorio dell'Azienda di Rincine evidenzia una situazione di totale abbandono con forte invasione di specie arbustive ed in alcuni casi arboree. Si tratta di 16 aree, spesso di superficie limitata, confinanti se non comprese in superfici boschive. Alcune di esse furono utilizzate un tempo come vivaio e attualmente presentano residui di materiale plastico dannoso agli animali in caso di una loro diretta utilizzazione. La tipologia di vegetazione erbacea è caratterizzata da specie povere dal punto di vista pabulare, con dominanza di graminacee e scarsissima presenza di leguminose, che si sviluppano su terreni spesso poveri e superficiali. Gli interventi riguarderanno non solo il miglioramento della componente erbacea ma anche la riduzione di quella arbustiva ed arborea. Data la limitata estensione delle superfici osservate si renderà necessaria anche l'utilizzazione delle zone boschive più aperte che presentano un sottobosco con specie erbacee appetite dagli animali. Sarà quindi necessaria una corretta gestione degli animali che rappresenta il mezzo più idoneo e anche meno impattante per l'ambiente.

 

 

Storia del complesso forestale

 

L'attuale Complesso Forestale Regionale di Rincine è stato acquisito nel 1965 dall'ENCC (Ente Nazionale Cellulosa e Carta). Al momento dell'acquisizione la "Fattoria di Rincine" era organizzata in poderi dove si coltivavano cereali, si praticava l'allevamento e la selvicoltura: negli anni di massimo sviluppo si allevavano fino a 5.000 ovini, 400 suini e 350 bovini.

Gli scopi dell'ENCC furono: "... favorire il ritorno al bosco nel quadro di una produzione qualificata ai fini della trasformazione in cellulosa e, con l'adozione di tecniche di rimboschimento di esempio, creare un vivaio forestale per la produzione di materiale di impianto ad enti e privati nonché un centro di assistenza tecnica forestale in una zona particolarmente rappresentativa". In oltre trenta anni di gestione, l'Ente Nazionale Cellulosa e Carta ha trasformato quella che era una tradizionale "fattoria appoderata" in un'azienda esclusivamente specializzata nella gestione delle foreste.

 

I criteri gestionali furono quelli di favorire il ritorno del bosco nelle aree aperte e di trasformare un'azienda agro-silvo-pastorale in una azienda qualificata a prevalente produzione vivaistica e forestale. L'intensa attività dell'Ente si è concretizzata attraverso :

  • rimboschimenti con specie adatte all'arboricoltura da legno per la produzione di cellulosa (comprese sperimentazioni con specie esotiche);
  • utilizzazione di boschi cedui;
  • riassetto della viabilità forestale;
  • realizzazione di un vivaio forestale di produzione.

L'attività dell'ENCC, poi Società Agricola Forestale (SAF), ha determinato notevoli e significative trasformazioni dell'ambiente: principalmente rimboschimenti finalizzati alla produzione di cellulosa, in massima parte con conifere.

Tra il 1981 e il 1994 furono realizzati inoltre vari impianti sperimentali di conifere e latifoglie, che interessarono una superficie di circa 74 ettari di terreno. Agli impianti parteciparono il CNR di Firenze, L'Università di Firenze, il Centro Sperimentale Agricolo e Forestale (CSAF) di Roma e l'Istituto Sperimentale di Pioppicoltura (ISP) di Casale Monferrato.

La SAF era inoltre specializzata nella produzione e/o commercializzazione di piante forestali da rimboschimento e da ripristino ambientale. L'azienda aveva anche l'esclusiva nella produzione dei cipressi "Bolgheri" resistenti al Seiridium cardinale. Nell'azienda di Rincine esistevano quindi una molteplicità di esperienze, di sperimentazioni, di impianti di conifere da legno che rappresentano nel loro insieme una risorsa originale ed unica per la Toscana.

 

Dopo la liquidazione della SAF, con deliberazione della Giunta Regionale della Toscana n°33 del 22 gennaio 2001, l'azienda è passata al Patrimonio Agricolo Forestale Regionale ed è stata affidata alla gestione della Comunità Montana della Montagna Fiorentina divenuta Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve dal dicembre 2010.

 

La certificazione forestale FSC® e PEFC™ del complesso forestale regionale di Rincine

 

Il complesso forestale di Rincine, appartenente al Patrimonio Agricolo Forestale Regionale e gestito in delega dall’Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, ha appena raggiunto l’importante riconoscimento di complesso forestale certificato ai sensi degli standard internazionali FSC®e PEFC™. Per ulteriori informazioni clicca qui.

 

 

Per maggiori informazioni sulla gestione forestale del complesso forestale di Rincine e sul Piano di Gestione: Ufficio "Servizio Attività Forestali e Gestione Ambientale" - Dr. For. Salvatore Rossi tel. 055 8354016 - fax 055 8354044 - posta elettronica s.rossi@uc-valdarnoevaldisieve.fi.it